sábado, 7 de janeiro de 2017

Delle lettere

"Caro Leo,

Prendi questa lettera come uno sfogo che sei l'unico che può raccogliere.
Quando ho fissato le tue spalle, quel giorno, qualcosa dentro di me si è spezzato. 
Ho capito che io riesco a vedere il mondo solo insieme a te.

I Greci raccontavano che originariamente l'uomo era sferico e che Zeus per punirlo delle sue malefatte lo aveva spaccato a metà. 

Le due metà vagano per il mondo e si cercano. 
La nostalgia le spinge a cercare ancora e ancora, e quando si trovano quella sfera vuole tornare unita. Questa storia ha del vero, ma non è sufficiente. 
Quando le due metà si incontrano di nuovo, hanno vissuto le loro vite fino a quel momento. 
Non sono uguali a come si erano lasciate. 
I loro lembi non coincidono più. Hanno difetti, debolezze, ferite. 
Non basta che si incontrino di nuovo e si riconoscano. 
Adesso devono anche scegliersi, perché le due metà non combaciano più perfettamente, ma solo l'amore porta ad accettare gli spigoli che non combaciano e solo l'abbraccio li smussa, anche se fa male. 

Quel giorno, Leo, ho scoperto che le nostre metà non combaciano perfettamente e solo un abbraccio può farci combaciare. Senza la tua presenza il mondo si è svuotato. Mi manca tutto di te: la risata, lo sguardo, gli sms, le chiacchierate... Tutte quelle cose insignificanti che valgono tutto per me, perché sono tue.


Ecco: solo questo volevo dirti. Le tue spalle non saranno mai come quelle di nessun altro per me. Quando sei tu a darmi le spalle, è la vita che mi dà le spalle. E se puoi riprendimi con i miei difetti. Abbracciami così. Come io farò con te. Saranno i nostri abbracci a cambiarci. Io ti voglio bene come sei, fallo anche tu. Vorrei che la tua panchina diventasse nostra: due cuori e una panchina. Come vedi mi accontento di poco... "


[Alessandro D'avenia - Bianca come il latte, rossa come il sangue] 

quinta-feira, 5 de janeiro de 2017

Dei sogni 2


"Mi piace avere dei desideri grandi. Un grande sogno. Starmene lì a letto in silenzio a sognare il mio sogno. Senza fare altro. Passare in rassegna i sogni e vedere quali mi piacciono. Chissà se lascerò il segno? Solo i sogni lasciano il segno. Ma come faccio a trovare il mio sogno? 

I nostri sogni sono nascosti nelle cose che incontriamo veramente, quelle che amiamo: un luogo, una pagina, un film, un quadro... i sogni ce li prestano i grandi creatori della bellezza.

Una vita senza sogni è un giardino senza fiori, ma una vita di sogni impossibili è un giardino di fiori finti... 
I sogni veri si costruiscono con gli ostacoli. 
Altrimenti non si trasformano in progetti, ma restano sogni. 
La differenza fra un sogno e un progetto è proprio questa: le bastonate, come nella storia di mio nonno. I sogni non sono già, si rivelano a poco a poco, magari in modo diverso da come li avevamo sognati."

[Alessandro D'avenia - Bianca come il latte, rossa come il sangue]

quarta-feira, 4 de janeiro de 2017

Dei colore 3


"Beatrice mi interrompe all'improvviso: - Ti brillano gli occhi quando parli di Silvia, come una stella...


Io non posso amare Silvia, io posso e voglio amare solo Beatrice: ed è proprio lei a dirmi che gli occhi mi brillano come le stelle quando parlo di Silvia. Silvia è azzurra, non è rossa. Eppure i miei occhi brillano nell'azzurro. 


È possibile che Silvia per me sia più di un'amica? La domanda mi tormenta come le cicale estive e non riesco a scacciarla. Provo a dividere la domanda in due. Silvia mi ama? Io amo Silvia? Eppure è Beatrice ad avermi aperto gli occhi, è lei che mi ha fatto guardare ciò che non vedevo. 


Silvia è casa. Silvia è pace. Silvia è porto. Riuscirò mai a raggiungerti, Silvia?


.


Fisso l'azzurro degli occhi di Silvia: un mare in cui far naufragio senza morirne, sul fondo del quale c'è sempre pace, anche quando la superficie è in tempesta. E mentre questo mare mi culla, sorrido il sorriso perfetto. Il mio sorriso dice senza parole che quando cominci a vivere davvero, quando la vita nuota dentro il nostro amore rosso, ogni giorno è il primo, ogni giorno è l'inizio di una vita nuova."


[Alessandro d'avenia - Bianca come il latte, Rossa come il sangue]

Dei colori 2


"Beatrice è rosso. Come l'amore è rosso. Tempesta. Uragano che ti spazza via. Terremoto che fa crollare il corpo a pezzi. Così mi sento ogni volta che la vedo. Lei ancora non lo sa, ma un giorno di questi glielo dico.Sì, un giorno di questi glielo dico che lei è la persona fatta apposta per me e io per lei. È così, non c'è scampo: quando se ne accorgerà sarà tutto perfetto, come nei film. Devo solo trovare il momento adatto e la pettinatura giusta. Perché credo che sia soprattutto un problema di capelli. Solo se Beatrice me lo chiedesse li taglierei. Ma se poi perdo le forze come quello lì della storia? No, il Pirata non può tagliarsi i capelli. Un leone senza criniera non è un leone. Il mio nome è Leo mica per niente.

-


Silvia è una con cui parli di tutto. Io le voglio un sacco di bene e spesso la abbraccio. Ma lo faccio perché lei è contenta, e anche io. Però non è il mio tipo. Cioè, è una giusta: con lei puoi parlare di tutto e ti sa ascoltare e ti sa dare dei consigli. Però le manca quel tocco in più: la magia, l'incantesimo. Quello che ha Beatrice. Beatrice con uno sguardo ti fa sognare. Beatrice è rossa. Silvia è azzurra, come tutti gli amici veri."


[Alessandro d'avenia - Bianca come il latte, Rossa come il sangue]


Dei sogni


"Mio nonno quel giorno mi spiegò che noi siamo diversi dagli animali, che fanno solo quello che la loro natura comanda.Noi invece siamo liberi.
È il più grande dono che abbiamo ricevuto.

Grazie alla libertà possiamo diventare qualcosa di diverso da quello che siamo.La libertà ci consente di sognare e i sogni sono il sangue della nostra vita, anche se spesso costano un lungo viaggio e qualche bastonata.

"Non rinunciare mai ai tuoi sogni! Non avere paura di sognare, anche se gli altri ti ridono dietro" così mi disse mio nonno, "rinunceresti a essere te stesso".Ancora mi ricordo gli occhi brillanti con cui sottolineò le sue parole."

[Alessandro d'avenia - Bianca come il latte, Rossa come il sangue - pag. 20]

terça-feira, 3 de janeiro de 2017

Dei colore


"Ogni cosa è un colore. 
Ogni emozione è un colore. 
Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini. 
Passare una notte in bianco, andare in bianco, alzare bandiera bianca, lasciare il foglio bianco, avere un capello bianco... 
Anzi, il bianco non è neanche un colore. 
Non è niente, come il silenzio. 
Un niente senza parole e senza musica. 
In silenzio: in bianco."


[Alessandro d'avenia - Bianca come il latte, rossa come il sangue - pag. 9] 

segunda-feira, 2 de janeiro de 2017

Do que faz sentido

"Não é sobre ter
Todas as pessoas do mundo pra si
É sobre saber que em algum lugar
Alguém zela por ti
É sobre cantar e poder escutar
Mais do que a própria voz
É sobre dançar na chuva de vida
Que cai sobre nós

É saber se sentir infinito
Num universo tão vasto e bonito
É saber sonhar
E, então, fazer valer a pena cada verso
Daquele poema sobre acreditar

Não é sobre chegar no topo do mundo
E saber que venceu
É sobre escalar e sentir
Que o caminho te fortaleceu
É sobre ser abrigo
E também ter morada em outros corações
E assim ter amigos contigo
Em todas as situações

A gente não pode ter tudo
Qual seria a graça do mundo se fosse assim?
Por isso, eu prefiro sorrisos
E os presentes que a vida trouxe
Pra perto de mim

Não é sobre tudo que o seu dinheiro
É capaz de comprar
E sim sobre cada momento
Sorrindo a se compartilhar
Também não é sobre correr
Contra o tempo pra ter sempre mais
Porque quando menos se espera
A vida já ficou pra trás

Segura teu filho no colo
Sorria e abraça teus pais
Enquanto estão aqui
Que a vida é trem-bala, parceiro
E a gente é só passageiro prestes a partir

Laiá, laiá, laiá, laiá, laiá
Laiá, laiá, laiá, laiá, laiá

Segura teu filho no colo
Sorria e abraça teus pais
Enquanto estão aqui
Que a vida é trem-bala, parceiro
E a gente é só passageiro prestes a partir"


[Ana Vilela]

quinta-feira, 1 de dezembro de 2016

"Eu achava que não precisava de ninguém, depois de tantos tombos e feridas acho que me fechei para esse tal do amor. Na verdade, depois de tantos fracassos, acho que preciso de alguém que tenha paciência comigo, que entenda as minhas feridas e a parede que criei em meu coração. Alguém que veja os meus bloqueios como algo que possa ser destruído, que não entendesse as minhas grosserias e falta de romantismo como falta de sentimento, mas como medo. Medo de me machucar, de novo.
Eu só preciso de alguém que se preocupe com os meus problemas não a ponto de resolvê-los, mas que se importe com a minha dor. Que ao olhar para o meu passado e a minha história entenda o porquê de tantas barreiras. Eu só preciso de alguém que me abrace bem forte como quem diz: “Eu te protejo”. Alguém que faça dos meus domingos tediosos mais alegres e que torne um filme dublado engraçado e divertido. Alguém que me mande um verso bonito que leu num livro qualquer. Alguém que ao me conhecer enxergue o melhor de mim, sentindo saudade quando eu tiver que partir.
A verdade é que eu almejo por alguém que entenda o meu medo de se apaixonar novamente, mas que faça com que eu me apaixone num piscar de olhos, daqueles sentimentos que quando a gente vê, já foi. Uma companhia boa daquelas que o tempo voa quando a gente está perto. Alguém que adore o fato de ficar deitado comigo, olhando pro céu, para estrelas ou para a parede velha do meu quarto, planejando um futuro mesmo que distante. 
Eu só preciso de alguém para compartilhar os meus segredos, contar como foi o meu dia e que não ache os meus sonhos uma bobagem. Como eu queria alguém que se orgulhe de mim, que vibre com as minhas vitórias e que adore brincar com o meu cachorro. Eu só preciso de alguma forma saber que alguém não irá desistir de mim na primeira dificuldade, na primeira briga ou me abandonar no primeiro problema. Eu só preciso de alguém que tropece nesse tal de amor, que esbarre em mim e me abrace como quem diz: “Esse foi o melhor tropeço da minha vida”.
Eu preciso de alguém que faça eu me arriscar e que me dê coragem para tentar o novo. Na realidade, eu só preciso de alguém que me faça entender o porquê de nunca ter dado certo com ninguém antes. Depois de tantas dores e de quase desacreditar do amor, só espero por alguém que ao invés de espinhos, traga flores."
[Thamilly Rozendo]

domingo, 13 de novembro de 2016


Chega de promessas que jamais vão se cumprir. 
Chega de fazer força para esquecer. 
Chega de lembrar do que faz doer. 
Chega de se culpar. 
Chega de acumular sofrimentos. 
Chega de não conseguir se perdoar. 
Chega de procurar sarna para se coçar. 
Chega de gostar de quem não dá a mínima para você. 
Chega de se esconder da vida. 
Chega de falsas amizades. 
Chega de gente efusiva. 
Chega de quem pensa que você é obrigado a ouvir. 
Chega de se boicotoar. 
Chega de não pegar a força de vontade pela mão. 
Chega de deixar a vida passar por você. 
Chega.

segunda-feira, 7 de novembro de 2016

É preciso saber o que se quer para evitar esse seu sentimento de busca insaciável que só traz uma insatisfação contínua, baby...

Espero que você chegue ao ponto de se conhecer o suficiente para que este dia chegue.

E que quando ele chegar, não seja tarde demais.

Seja feliz.

quarta-feira, 21 de setembro de 2016

A imbecilidade never ends.

sexta-feira, 9 de setembro de 2016

Wasted

Holding back the yearsThinking of the fear I've had so longWhen somebody hearsListen to the fear that's goneGet to meet him sooner or laterI'll keep holding onHolding back the yearsHolding back the tears
Cause nothing here has grownI've wasted all my tearsWasted all those yearsAnd nothing had the chance to be goodNothing ever couldI'll keep holding onI'll keep holding onI'll keep holding onI'll keep holding onThat's all I have todayThat's all I have to say 

segunda-feira, 5 de setembro de 2016

I did all that I could

You got locked in yourself
And I don’t know what to do
There were dreams in my eyes
That now don’t shine through

Is it possibly true that motions
Get lost on you?
But you never grow up
You never did see
That their (bitches) worlds coming down
and crashing right upon on me
Was creating a bruise that is almost impossible to heal
(and they knows it, and it was what they always wanted) 
And everyone knows
That if after all this time
you never tried or attacked
you'll never go back
Cause you never did see
That all I ever wanted was
To see you happy
with or without me 
And I see now what makes you happy, and definitely doesnt include me.
So forget me
I’ll forget you later
Even not being what my hearts wants to
It's all I can do now

quarta-feira, 17 de agosto de 2016

Do mundo


No primeiro mês pensei em me matar. 
No segundo, em virar freira. 
No terceiro, em beber até cair. 
No quarto, pensei em escrever uma carta para ele. (Email enviado)
No quinto, comecei a pensar na Europa e no sexto comecei a sonhar com novas viagens por outros cantos do mundo. 

Em seis dias Deus fez o mundo e em seis meses eu refiz o meu.

[Machado de Assis - modificado]

terça-feira, 16 de agosto de 2016

Da Maria

Foi numa tarde em que Maria foi encontrá-lo na praça. 
O dia estava frio e lindo e não tinha por que não estar. 
Eles eram diferentes e todo mundo dizia que um completava o outro. Todo mundo não, porque quase ninguém sabia deles. 
Maria o amava, ele se deixava amar. E com eles era assim.

Ela tinha bom gosto pra música, livros e cinema. Falava três línguas. 
E precisava dele para se sentir viva.

Mas naquela tarde de novembro, Maria ficou imaginando como seria se não fosse daquele jeito. Enquanto ele quase a amava, ela descobriu que tinha um mundo pra entender e, pra saber das coisas, não mais podia ficar parada esperando ser quase amada. Quem ama sabe o que sente. 

O garoto parou de olhar pra rua e olhou pra ela, mas ela não estava mais lá. 
Maria pensou que morreria, mas não morreu. Aconteceu.

Acontece sempre, com todo mundo, o tempo todo. 
Foi triste como tinha que ser e depois passou, como tudo passa.

Maria lembrou disso milênios depois. Ela lembrou porque, se tivesse sido diferente, doeria igual.
Ele ficou lá atrás. Maria saiu voando, com a certeza de ter amado.
"Quando estamos diante de uma possibilidade de relacionamento sempre nos perguntamos se a pessoa em questão é a melhor para nós. Inicialmente pensamos nas afinidades, nas características em comum que nos garantiriam que a relação funcionaria bem. Consideramos também o que o outro tem para nos oferecer, no que se pode ganhar e aprender. Por fim, lembramos de nós mesmos, dos nossos gostos, da nossa maneira de ser, do que podemos dar para quem está conosco. Usamos uma lógica que se pauta no levantamentos dos pontos de similaridade e de diferença, percebendo como diferenças positivas aquilo que um poderia trocar com o outro enquanto juntos. Nesse projeto, os dois, com o tempo, encontrariam cada vez mais sintonia, estariam cada vez mais próximos.
Ela é arquiteta em início de carreira, eu sou um advogado experiente. Ele é de peixes, eu sou de capricórnio. Ela fala quatro línguas, eu mal português. Ela tem duas filhas pequenas, eu gosto de sair na balada. Ele gosta de acordar tarde, eu também. Ela é sonhadora, eu sou mais pé no chão. Ele é baiano e eu gosto de gente alegre. Nessa matemática, cruzamos as várias informações para no final darmos o veredicto sobre quem seria a pessoa correta a escolher. A idéia é encontrar aquele que melhor se encaixaria em mim, aquela que mais me faria feliz. Um ideal de complemento.
O problema é que muitas vezes, na prática, o coração não segue o nosso bom cálculo e insistimos em gostar da pessoa errada: ela não tem nada a ver comigo, mas é ela que eu amo. A escolha afetiva, ao contrário da racional, aparenta guiar-se por uma atração pela encrenca, por aquilo que se mostra difícil de conquistar.
Mais que qualquer característica ou traço pessoal, o que nos atrai parece ser a dificuldade. Mesmo as condições que gostamos de apontar como responsáveis por sermos queridos não passam de sinalizadores de alguém cuja conquista se mostra árdua: quanto mais bonita, mas rico, mas charmoso ou mais sábia, maior é a concorrência, maior a chance de não termos tal pessoa. Ser atraente é estar marcado por uma possibilidade de perda.
Se parecemos muitas vezes buscar certas características nas pessoas que gostamos, é porque elas sinalizam para nós justamente algo que nos escapa, algo que supomos ter perdido.
Se, por acaso, encontramos alguém que tem uma certa condição que nos atrai e essa pessoa, com o tempo, se mostrar apaixonada, totalmente entregue a nós, a marca que nos seduzia perde o seu valor, o seu encanto. Por exemplo, uma mulher pode se interessar por um cara e lhe dizer: nossa, você é goiano, loiro e de gêmeos! Você é a pessoa certa para mim. O rapaz pode ficar feliz com isto. Se ele for estudante de psicanálise pode ficar ainda mais contente ao descobrir que as características citadas pela moça são as mesmas do pai dela. Aí ele se convence de que ela realmente gosta de homens geminianos, loiros e goianos, e, como ele porta tais sinais, é a melhor pessoa para ela. Aí ele dança. Corre o risco de ser inexplicavelmente trocado por um pernambucano moreno e de escorpião.
Ao dizer eu sou o seu homem, a semelhança com o pai da moça desaparece. O pai indica uma perda, um amor proibido, uma promessa nunca alcançada de felicidade. Ao responder sim ao apelo amoroso, loiro, goiano ou geminiano deixaram de ser sinais do pai.
Em relação às expectativas amorosas, estamos sempre queixando: ou nos falta amor e somos desprezados ou temos amor demais e somos sufocados. Se nos amamos mutuamente, obstáculos ou rivais nos impedem de concretizar a relação. O resultado pode ser um constante desencontro: gosto de quem não gosta de mim ou de alguém que não posso ter. Mas seguimos alimentando esperanças: no fundo ela gosta de mim, mas não tem coragem de reconhecer. Deus ou o destino vai dar um jeito de trazer o meu amor para perto de mim. O problema é que quando, por acaso, recebemos um sim da pessoa desejada, logo nos decepcionamos, perdemos o interesse, a paixão se cala: não era bem ela que eu queria. Agora que conheço ele melhor, vejo que não tem nada a ver comigo.
Inventamos as mais furadas desculpas para justificar o nosso desinteresse afetivo. Qualquer defeito se transforma numa prova definitiva do mau caráter e da incompatibilidade do outro. Como conseqüência dessa insatisfação permanente, nos meios sociais mais tradicionais, naqueles em que ainda valem os compromissos de se casar e se constituir família, encontramos cônjuges que não se sentem atraídos um pelo outro e constantes pulos de cerca, tanto dos maridos quanto das esposas. Nos círculos em que os compromissos sociais são menos imperativos, encontramos uma troca freqüentes de parceiros. A atração e o encanto podem durar apenas o tempo de um baile, uma balada ou uma noitada.
Estar satisfeito com o amor que se encontra parece ser muito raro. Enquanto esperamos um amor de complemento, ficamos sempre insatisfeitos. É impossível alguém que nos satisfaça totalmente, alguém que nos complete. A única forma de acreditarmos nisto é nunca alcançando o ideal pretendido. Damos sempre um jeito da coisa dar errado. Parece que o importante não é encontrar o amor, mas manter a máquina que nos faz acreditar que um dia poderemos encontrar um amor final, um sentido último para as nossas vidas. Qualquer coisa que ameace o funcionamento desse aparelho de sentido ilusório deve ser eliminada de nosso horizonte. Defendemos com unhas e dentes a nossa ilusão, o nosso engano, as nossas mentiras: é melhor não saber disso.
Mas teríamos outra alternativa? Como manter o amor por alguém se o que sustenta a paixão é a dificuldade, a distância, a eterna marca de algo que se perdeu?
Para dar essa difícil resposta talvez devêssemos pensar que nossa dor é mais profunda. Não se trata de recuperar algo que se perdeu ou de ganhar algo que nos falta, mas perceber o amor como um encontro com aquilo que nunca tivemos nem nunca teremos, aquilo que nos é impossível, aquilo que faz da vida e do outro um mistério absurdo e inalcançável. Só essa sombra permite o encanto, a paixão.
Uma tarefa árdua. Estamos acostumados a ver e a medir as pessoas à nossa volta pela sua imagem, pela sua aparência, por aquilo que elas nos teriam para nos completar, por aquilo que seria claro e racional. Ela é rica, ele é alto, ela é medrosa, ele é sem-vergonha, ela é interesseira: como anulamos imediatamente o amor ao tentarmos, o tempo todo, enquadrar a pessoa desejada dentro de uma determinada categoria. Quanto as psicologias nos ajudam nesse vício com as suas classificações e receitas.
Parece que morremos de medo de amar. Amar exige que nos mantenhamos na incerteza, na surpresa, no acidente, na incompletude. Precisamos olhar para o outro e não vê-lo, enxergá-lo como um fantasma. Alguém que nunca possuiremos, alguém que nos escapa permanentemente, uma pessoa que desde o princípio estamos condenados a perder, um mortal.
O amor talvez exija alguém que possua a coragem de seguir amando sem o medo de não ser amado, alguém que não tema caminhar no desconhecido. Como no verso de Drummond, alguém que saiba amar depois de perder. Alguém que suporte a angústia de não se deixar enquadrar em nenhum lugar imaginário e que, assim, permita a quem está ao seu lado a possibilidade viver a experiência rara de amar."

[Márlio Vilela Nunes]

terça-feira, 9 de agosto de 2016


Marina Tsvietaieva - Irmão Feminino

domingo, 24 de julho de 2016

Sigamos

"a vontade era correr mais do que as pernas aguentassem. Mas era sempre uma corrida pra frente e outra pra trás... curiosa e coincidentemente essa prática física se chama suicídio. 
De fato era isso: eu não saia do lugar e gastava toda a minha energia. 
Não tem fôlego que aguente. 
Meus pés doíam, meus joelhos doíam, mas, sobretudo, meu coração doía. 
Por constrangimento, e talvez até contra a minha vontade, eu fui dando um passinho de cada vez. No começo parecia irrelevante. Olhei pra trás muitas vezes. Eu achei que não ia conseguir me afastar nunca. Mas um passinho de cada vez e, de repente, veja só, não tem como voltar mais. 
Eu ainda olho pra trás, mas míope e astigmata que sou, dos olhos e do coração, só enxergo um borrão pequeno e escuro, no fim de um caminho tortuoso, onde eu não caibo mais. 
Não que eu conheça a estrada daqui pra frente, nem que eu espere que seja um caminho fácil. 
Mas, se algum dia teve, hoje não tem nada pra mim lá atrás. 
Sigamos."

[Lohanye Garcia] 

Do fim

"Se tudo começou no avesso
Se, do fim, nasceu um começo
Se quando eu estava, você fugia

Se quando eu fugia, você ficava
Caído, você me esticava a mão
Submersa, eu te procurava em desespero
Mas, de tanto procurar, perdi
De tanto gritar, não me fiz ouvir

Hoje, sigo calada, no avesso de mim
Esperando o recomeço de um fim
Porque algumas vidas são assim
O revés de um sim."
[Thaís Lima]

sexta-feira, 22 de julho de 2016

segunda-feira, 11 de julho de 2016

Da attesa

Viver é mesmo muito perigoso, já dizia Guimarães Rosa. 
Assustador. Exige coragem. 
Penso que é preferível uma resposta ruim ao não saber. 


Mas é preferível não viver, ou não viver de verdade, a conviver com o peso do não saber? 
Penso que não. 


Suspiro, tentando frear meus devaneios. 
À minha frente, a xícara de café quase vazia: é hora de pedir outro. 


Ao lado dela, o telefone que não toca.

domingo, 26 de junho de 2016

Eu sou a diva que voce quer copiar.


quinta-feira, 23 de junho de 2016

Prostituta é dispensada e diz que ela que resolveu parar.

Ahan..

quinta-feira, 16 de junho de 2016

Feliz dia dos namorados 2

"De novo a mesma coisa: celulares, viagens maravilhosas, oportunidades imperdíveis, argumentos incontornáveis para você dizer para o seu bem, sim, eu te amo, no tal dia dos namorados. Nas últimas semanas, a mídia e praticamente tudo o que nos cerca fizeram com que nos sentíssemos quase que obrigados, primeiro a ter alguém para chamar de seu, e, segundo, a dar um presente inesquecível para este bem. 
Como reles mortal, obviamente fui atingido pela eficiência dos nosso publicitários, e fiquei querendo muito, sobretudo na última semana, ter sim alguém pra chamar, no caso, de minha. Mas não para presentear com celulares, perfumes, viagens ou com um carro zero. Queria mais era dar para o meu bem um pouco da cor dos crepúsculos desses dias frios, o contorno do morro Dois Irmãos que vi ainda há pouco no horizonte de Ipanema, o olhar incrivelmente saudável daquela menina doente que encontrei no metrô outro dia, a capacidade de manter o desfrute do prazer sempre no plano do consciente para que haja o engrandecimento da alma, a percepção de que a mentira às vezes ocorre de forma tão espontânea quanto a transpiração (Machado), a capacidade de perceber que o sorriso do cachorro está no rabo (Jards Macalé); uma, só uma bolinha da água Pellegrino, um pastel de feira de palmito, uma, só uma, taça de champanhe rosê, um livro para ser lido com prazer até o fim, um banho de infusão com sal grosso ou ervas finas. 
Gostaria, quem sabe, de dar um pouco de certeza, mas não tenho nenhuma disponível no momento. Talvez uma resposta, mas nem sequer sei a pergunta! 
Um pouco de luz, mas perdi os fósforos... 
Uma palavra amiga, mas minha garganta está meio seca e muda. 
Carinho, sim, daria, ou pelo menos tentaria dar, para quem soubesse ou se dispusesse a receber o meu. Será que há? Quem sabe, pensei, poderia fazer um discurso retumbante, recitar versos emocionantes ou transpor muros e montanhas para fixar, lá no alto, a bandeira das minhas sensibilidades e das carências? 

Desisti, porque me lembrei de que, quando você tem realmente alguém para chamar de seu, quando conquista esse direito, quando é premiado com essa dádiva, não há necessidade nenhuma de comprová-lo, afirmar ou reafirmar. 
 Mesmo que a vontade seja a de mudar como um Deus o curso da história por causa do seu bem (G.Gil), nada há a explicar, solicitar, expor, mencionar, muito menos a exigir, cobrar, requisitar. 
Não. Quando você realmente tem alguém para chamar de seu, basta dizer "meu bem" que fica tudo bem."

[Luiz Caversan]

sexta-feira, 10 de junho de 2016

Feliz dia dos namorados

"Com a sombra do dia 12 se aproximando e uma análise de vivências minhas e de outras mulheres eu preciso escrever.
Além de sempre ter estado no papel de alguém que dispensa cuidados, alguém que sempre aguenta tudo, alguém "que não se atinge", que é forte, eu me encontro numa fase muito particular de militância, pondo sempre em xeque os privilégios que um homem tem naturalmente e, à cima de tudo, dentro de um relacionamento heteronormativo. É de se esperar portanto, que esse combo (vivência + militância) me protegesse de relacionamentos destrutivos, depreciativos, viciosos. Eu, que tantas vezes disse pra amigas "você nao precisa disso", já devia saber reconhecer o "isso" e me blindar, me esquivar, me preservar. Mas nós não levamos em conta nessa álgebra social o elemento crucial no desenvolvimento da equação: eu sou gente. Nós, mulheres, somos gente. E a gente é passível de tomar um nocaute desse "isso", apesar de negar isso. É o que torna as coisas ainda mais difíceis. Talvez aquela sua amiga "boazinha demais" que você ficava puxando a orelha por gostar /sofrer/ perdoar/(...) demais, passe por isso mais saudavelmente que você, oh caminhoneira inabalável stone heart.
Quando a gente se percebe humana e vive todas as fases d"isso", a gente sempre lida com uma negação fudida do que sente, seja bom ou ruim. E isso cansa pra cacete!!!!

Dia dos namorados ta chegando, minhas amigas, e eu posso garantir que tem muuuita gente que tá dentro, querendo sair e que ta fora, querendo entrar. Os dois lugares são incômodos. Sempre falta alguma coisa. Os homens nao nasceram pra dar, eles não aprenderam a dar. Os homens aprenderam a receber, desde cedo. Eles gostam de receber.
Eu não conheço um homem, que nesse contexto, saiba o significado de sacrifício. Nós, entretanto, somos criadas pra estar sempre prontas para, à qualquer sinal de demanda de um homem, dar tudo que temos e não temos.
Só que no final do dia isso dói.
No final das contas uma hora isso pesa e muito! A gente se culpa, se sente insuficiente, sente ciúmes.
Nós não devemos mendigar amor, gente, isso não faz o menor sentido. Amor é sublime. E não estou falando só de amor romântico. Por exemplo, olha o seu relacionamento com sua melhor amiga.
É mútuo. É cúmplice. É saudável. Você se importa com ela, ela se importa contigo. Premissa básica, oras! Por isso ela foi elevada ao status de *melhor* amiga. Se não, naturalmente a vida traz outra pessoa pra preencher esse lugar.
E como, por que diabos, a gente aceita menos que isso das nossas relações e parceiros?
Uma pessoa que entre tantas a gente escolhe pra direcionar atenção, afeto, tempo, corpo e espírito.
Devoção.
É isso que nos ensinam a ser, desde cedo. Devotas. Mas, obviamente, é claro que a gente quer um feed.
A gente também quer atenção, afeto, tempo, corpo, espírito e devoção!
Entretanto mais uma vez a gente aprendeu a aceitar o pouco que vem, quando/se vem. Às mulheres nao foi permitido o direito de querer mais.
E mesmo que a gente não tenha nada de volta, lá estamos nós. Prontas para suprir. Prontas pra viver o papel que nos foi designado. Prontas pra aceitar que não tem nada em troca.
Não tem troca.
Prontas para, mais uma vez, dar tudo que temos e o que nao temos.
Mas a gente quer mais. Muito mais.

Feliz dia dos namorados."

[Lohanye Garcia]

quarta-feira, 8 de junho de 2016

Eu amei.
Amei demais.
O que eu sofri por causa de amor, ninguem sofreu.
Eu chorei, perdi a paz.
Mas o que eu sei é que ninguém nunca teve mais, mais do que eu.

sábado, 4 de junho de 2016

Baby, e aí? Não cansou da putaria ainda não?

sexta-feira, 3 de junho de 2016

Quero que você seja feliz.

Eu vou conseguir também. Depois.

sexta-feira, 27 de maio de 2016

sexta-feira, 20 de maio de 2016